Bollettino delle truffe assicurative di aprile

Scritto da AssicurazioneOnline il

La truffa più eclatante scoperta durante il mese di aprile è quella messa in atto da una vera e propria organizzazione a delinquere con sede nel Casertano. Sono stati i Carabinieri di Santa Maria Capua Vetere a indagare su una serie di sinistri avvenuti tra ottobre 2016 e maggio 2017 ed ecco che ben 46 persone sono finite nei guai per aver organizzato falsi incidenti stradali. La mente era composta da 4 individui, di cui 2 medici e il modus operandi era praticamente lo stesso messo in pratica anche da altre organizzazioni truffaldine. Venivano inscenati falsi sinistri in cui rimanevano danneggiate vetture e gli occupanti subivano lesioni; medici compiacenti (4 per la precisione) redigevano false certificazioni e alcuni avvocati promuovevano la richiesta di risarcimento.

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La Campania è lo scenario anche di un paio di truffe assicurative di cui però non sono state vittime le compagnie ma ignari automobilisti. Il primo caso è stato scoperto attraverso il Targa System, il cosiddetto occhio elettronico in grado di scovare automezzi non assicurati. La zona è quella di Reggio Emilia dove un trentasettenne, nonostante gli venisse contestato il fatto di circolare senza copertura, insisteva nell’affermare di essere in regola e mostrava le certificazioni. Purtroppo si trattava di falsi che aveva acquistato online attraverso un sito che proponeva polizze di varie compagnie a prezzi molto competitivi. Una breve indagine ha condotto a scoprire una banda di 8 persone residenti nel Napoletano che si spacciavano per broker. Vittima di questa banda campana è stato anche un automobilista dell’Astigiano. Anche lui aveva acquistato una polizza online risultata poi falsa.

Truffa finita male anche a Parma, niente a che vedere però con le auto. Un negozio di cellulari infatti denunciava nello scorso autunno il furto di decine di telefoni cellulari e di vari dispositivi elettronici per un valore totale di oltre 20.000 euro. Grazie al fatto che il titolare aveva consegnato ai Carabinieri i codici IMEI dei telefono rubati e che gli stessi avevano ottenuto dalla Procura il decreto per acquisire i tabulati dei dispositivi rubati, è stato facile risalire ai possessori. Tutti però hanno dichiarato di aver regolarmente comprato gli apparecchi e nei guai è finito il rivenditore per truffa e simulazione di reato. Tra l’altro ha dovuto restituire la somma di 17.000 euro che aveva ricevuto dall’assicurazione a titolo di risarcimento danno.



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