Polizze viaggio: le compagnie sono davvero oneste?

Scritto da AssicurazioneOnline il

Nel momento in cui si sottoscrive una polizza viaggio, è molto importante prestare la massima attenzione a tutte le regole nascoste che possono essere presente nel contratto, così come a tutti i codicilli che rischiano di rappresentare una piccola o grande beffa per chi si appresta a godersi delle vacanze da sogno. Secondo il rapporto Flyer Beware, in particolare, i clienti vengono imbrogliati dai siti web che si occupano della vendita di biglietti online, dalle grandi compagnie aeree e perfino dalle compagnie assicurative che in teoria dovrebbero garantire una protezione adeguata in presenza di voli cancellati o di altre situazioni di emergenza.

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Il rapporto in questione è stato reso noto negli Stati Uniti poche settimane fa da Ed Markey, un senatore democratico del Massachusetts. Il politico americano nei mesi precedenti ha effettuato uno studio relativo alle assicurazioni viaggio prendendo come riferimento alcune delle linee aeree più importanti del mondo: in tutto sedici big tra gli operatori globali, come per esempio United, Delta e American Airlines, ma anche i siti Priceline ed Expedia. L’analisi ha riguardato anche Allianz Global Assistance e AIG Travel Guard, che sono le due compagnie che detengono il monopolio delle polizze assicurative in questo ambito.

Ebbene, secondo quel che si può dedurre dai risultati della ricerca, i consumatori sono indotti ad acquistare piani che in teoria dovrebbero garantire una copertura totale, ma che a ben vedere offrono decisamente meno di ciò che promettono. In altri termini, i viaggiatori sono spesso privi della sicurezza che pensano di avere e della protezione che credono di aver comprato: così, finiscono per rimetterci quantità consistenti di denaro. Il fatto che le compagnie aeree abbiano imposto un considerevole aumento delle penali che vengono applicate nel caso in cui un cliente voglia modificare un volo o cambiare un biglietto, per esempio, induce i consumatori a ricorrere a una polizza per proteggersi nella prospettiva di un eventuale rinvio del viaggio.

Nel 2004 i viaggiatori di tutto il mondo hanno speso per la cosiddetta travel protection una cifra due volte e mezzo più bassa rispetto a quella che è stata spesa solo dodici anni più tardi, nel 2016. Per il rapporto di Markey le modalità con le quali le polizze vengono presentate non può che essere considerato ingannevole, oltre che basate su promozioni aggressive. Per esempio, su Expedia non è possibile comprare un biglietto senza cliccare su un pulsante con il quale rifiutare la polizza assicurativa correlata.



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