Assicurazioni: tecnologia sì, ma nel rispetto delle norme

Scritto da Daniela Zepponi il

Cambiano le assicurazioni, cambiano i modi in cui gli italiani s’informano e le stipulano, cambiano anche le leggi da rispettare.

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È sicuramente un periodo interessante e critico quello che stiamo vivendo in Italia nel campo della protezione  e a ricordarlo ci pensano l’ANIA (l’Associazione italiana tra le imprese assicuratrici) e l’IVASS (Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni), che con ricerche e studi tentano di fare un quadro più chiaro della situazione. Ovviamente lo scopo principale è dare al consumatore un punto di riferimento. Ecco quindi alcune riflessioni sulle nuove tecnologie del business assicurativo e sulle tematiche del mercato assicurativo online.

Per quanto riguarda la tecnologia, senza dubbio grazie al web il consumatore si è trovato improvvisamente a effettuare le sue scelte tra un’infinità di prodotti assicurativi. Uno scenario ben diverso rispetto a quando, un tempo, l’agente passava di casa in casa e la stessa compagnia assicurativa veniva scelta di padre in figlio, perché c’era quella e poco altro. Ma accanto alle grandi possibilità offerte al consumatore, c’è anche da tenere conto di qualche criticità. Basta ricordare infatti come, solo pochi mesi fa, l’Ivass ha richiamato all’ordine una serie di siti comparatori di assicurazioni, per il loro comportamento scorretto. Infatti non permettevano ai consumatori di effettuare una reale comparazione delle assicurazioni che venivano presentate con optional non dichiarati ma che facevano salire il prezzo rispetto ad altre.

Quando si va ad approfondire, si scopre quindi che i nuovi canali sono senza dubbio utili, ma possono essere anche molto rischiosi, perché i dati forniti non sono sufficientemente trasparenti, ci sono problemi di privacy e di liberatorie, spesso si parla di comparazioni al prezzo più basso, senza spiegare che invece i prezzi non sono paragonati tutti alla stessa maniera e quindi si tratta di pubblicità ingannevole. Ma ci sono anche dati di mercato incompleti, conflitti d’interesse e concorrenza sleale.

Insomma: le nuove tecnologie sono utili e indispensabili, ma è fondamentale che operino secondo le normative di legge, altrimenti rischiano di fare danni importanti.



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